Qualche anno prima.
Quando ancora nulla si presagiva del disastro imminente. Quando avevamo metabolizzato il disastro passato.
Due ragazzi si incontrano, hanno passati diversi, sono diversi. Ma qualcosa li unisce, non si sa cosa, ma si trovano bene assieme. Limano i difetti, trovano i punti in comune, stanno assieme. Si amano.
Piano piano scoprono pure che non hanno mai amato così tanto ed i mille difetti di lui, come i mille difetti di lei, non sono ostacoli al loro amore.
Ma non è l'Eden, il mondo in cui vivono è stato impostato male dalla generazione che li ha preceduti. Una generazione che ha preferito divorare il Pianeta, rovinare ciò che di bello aveva, sfruttarlo fino ad esasperarlo. E questo è il male minore, perché quella generazione ha pure esaurito il credito della precedente: ha preferito cullarsi nel benessere anziché crearne di nuovo per la prossima che sarebbe venuta, per i propri figli.
La generazione che l'ha preceduta aveva trovato il suo culmine nella conquista dello spazio, bruciando qualunque tappa. Era uscita da una guerra mondiale forte e piena di iniziative per costruire un mondo migliore. Ma ha creato figli stolti che hanno preferito incassare e sperperare, piuttosto che investire per i propri figli.
Quindi adesso il Pianeta non è un bel posto per creare sogni, speranze o futuri. O almeno l'angolo di Pianeta in cui vivono Pearl ed Ice.
Loro ci provano, ma provare non basta. Anche perché il continuo fallimento delle loro aspettative, li demoralizza, li chiude, li fa smettere di sognare. E li fa volare bassi, molto bassi. Troppo bassi, perché l'amore per nutrirsi ha bisogno delle vette, e quest'angolo di Pianeta non ha nemmeno le colline.
Lui ha un'attività, aperta da poco ma che non riesce a decollare, ci prova in tutti i modi ma in questo mondo arido le idee scarseggiano e per ogni iniziativa c'è bisogno di un investimento di tempo e denaro che non c'è. Lei è impiegata, presso privati, sottopagata, sfruttata, spesso neanche le viene riconosciuto l'ottimo lavoro che fa, ma continua a farlo perché è l'unica cosa che forse la soddisfi veramente; potrebbe mettersi in proprio, ma è cresciuta in un mondo che non le permette di sognare o sperare, anzi, le uniche esperienze dirette che ha sono di fallimenti e non vuole vivere quell'esperienza.
Pearl ed Ice si amano, ma non riescono a far fare il salto di qualità alla loro unione, e questa cosa li logora, li sfinisce.
Si sentono come foglie attaccate ad un albero in autunno.
mercoledì 26 marzo 2014
Tsunami
Nell'immaginario collettivo della mia generazione, influenzato dagli anime, i cartoni animati, lo tsunami è un'onda gigantesca, 70/80 metri, tanto da coprire i grattacieli.
La realtà è diversa, lo tsunami è come un enorme fiume in piena, grosso, smisurato, con una corrente tanto potente da trascinare case e foreste.
La realtà è diversa, lo tsunami è come un enorme fiume in piena, grosso, smisurato, con una corrente tanto potente da trascinare case e foreste.
E' terribile trovarsi li in mezzo, è morte quasi certa.
Al termine del passaggio, quando ormai non c'è più nulla da devastare, rimangono i resti di ciò che fu costruito con tanta pazienza ed energia.
A questo punto si hanno 2 scelte, o si fanno i bagagli e ci si sposta da un'altra parte, oppure si ricostruisce. Dipende da quanto tenevi a ciò che è stato spazzato via.
Io ci tengo. E ricostruisco.
martedì 25 marzo 2014
Incipit
C'è stato un tempo in cui eravamo felici, o pensavamo di esserlo. Un tempo in cui si sognava, si sperava, si costruiva. Stava iniziando un nuovo millennio e, catastrofismi a parte, c'era fiducia in un mondo migliore.
Internet si stava ampliando, i cellulari stavano diventando sempre più "smart", le nuove invenzioni e i prototipi ci facevano toccare con mano ciò che prima era visibile solo attraverso i film, con i classici trucchi dei maestri degli effetti speciali. Ci credevamo, in realtà ci crediamo ancora adesso, ma vediamo e viviamo tutto in modo diverso.
Perché accadde l'impensabile, accadde ciò che i maestri degli effetti speciali ci facevano vedere con i loro trucchi. Ma non era un trucco. Era reale, era brutto. Puzzava di fumo, di sangue e di morte, anche se ti trovavi dall'altra sponda dell'Atlantico, in un altro continente, in un altro mondo. Accadde che 2 aerei si schiantano in diretta tv, miliardi di persone collegate all'unisono, contro il simbolo di una Nazione amica, piena di difetti, ma pur sempre amica, quasi una parente. Accadde che in quel preciso istante, oltre ad esplodere 2 aerei, oltre a crollare 2 grattacieli e tirarsi dietro gli edifici affianco, oltre al panico che da una città si trasmise ad una nazione e poi ad un emisfero ed infine in tutto il mondo, accadde che insieme alle Torri Gemelle si frantumarono i nostri sogni di fine millennio, le nostre speranze, le nostre felicità, ciò che stavamo lentamente costruendo.
Ci sono momenti "generazionali", momenti a cui una generazione assiste e che protrarrà nella Storia. Sono i momenti del "dove ti trovavi mentre...": nell'ultimo secolo abbiamo assistito a diversi di questi momenti. "Dove ti trovavi mentre assassinavano Kennedy", "...mentre Armstrong metteva piede sulla luna", "...mentre Badoglio firmava l'armistizio", "...mentre 2 aerei distruggevano il tuo futuro?".
Dove mi trovavo? Ero al pc, erano passate da poco le 3 del pomeriggio, ancora non esistevano i social network, i più avanzati di noi frequentavano newsgroup e chatroom. Mi chiama un amico, dicendomi di accendere la tv. Lo faccio e poco dopo arriva pure la chiamata di mia zia che mi chiede se sia tutto vero quello a cui stavamo assistendo. Purtroppo si.
Quando ti distruggono un sogno, una promessa, il più delle volte non te ne rendi conto, lo realizzi solo dopo, in questo caso, molto dopo.
Da quel maledetto giorno il mondo cambiò, si incattivì. Cominciarono a dirci che il nemico poteva essere ovunque; pieni di paranoie, abbiamo smesso di guardare al futuro con speranza, ma cominciammo ad avere paura. Dalla semplice e naturale paura di volare, alla paura di prendere un treno, un bus, di trovarci in una grande città. Paura di investire in qualcosa perché, quando hai paura dell'irrazionale allora smetti di guardare al futuro ma vivi solo il presente.
Ma il presente è solo un attimo, vola via, è futile se non lo prepari, e per prepararlo devi saper guardare al futuro. Abbiamo smesso di farlo, ed adesso, a più di 10 anni di distanza, non sappiamo più farlo. Ci sono generazioni intere che non sanno nemmeno come si fa.
Ed adesso, che la paura del diverso, del mediorientale, sembra allentarsi, ecco che ce ne vogliono preparare un'altra ancora più terribile. La guerra.
Sembra che giochino a risiko, sposto i miei carri armati di qua, le truppe di la, chiedo aiuto a Tizio, l'avversario minaccia Tizio di tagliargli l'energia, Tizio chiede un parere a Caio, che minaccia. Come se le minacce possano spaventare qualcuno che è grande e grosso come te. Sanno solo di bluff, perché conoscono il concetto di "distruzione mutua assicurata".
In questo mondo, come possono 2 persone, 2 giovani pensare al futuro?
Internet si stava ampliando, i cellulari stavano diventando sempre più "smart", le nuove invenzioni e i prototipi ci facevano toccare con mano ciò che prima era visibile solo attraverso i film, con i classici trucchi dei maestri degli effetti speciali. Ci credevamo, in realtà ci crediamo ancora adesso, ma vediamo e viviamo tutto in modo diverso.
Perché accadde l'impensabile, accadde ciò che i maestri degli effetti speciali ci facevano vedere con i loro trucchi. Ma non era un trucco. Era reale, era brutto. Puzzava di fumo, di sangue e di morte, anche se ti trovavi dall'altra sponda dell'Atlantico, in un altro continente, in un altro mondo. Accadde che 2 aerei si schiantano in diretta tv, miliardi di persone collegate all'unisono, contro il simbolo di una Nazione amica, piena di difetti, ma pur sempre amica, quasi una parente. Accadde che in quel preciso istante, oltre ad esplodere 2 aerei, oltre a crollare 2 grattacieli e tirarsi dietro gli edifici affianco, oltre al panico che da una città si trasmise ad una nazione e poi ad un emisfero ed infine in tutto il mondo, accadde che insieme alle Torri Gemelle si frantumarono i nostri sogni di fine millennio, le nostre speranze, le nostre felicità, ciò che stavamo lentamente costruendo.
Ci sono momenti "generazionali", momenti a cui una generazione assiste e che protrarrà nella Storia. Sono i momenti del "dove ti trovavi mentre...": nell'ultimo secolo abbiamo assistito a diversi di questi momenti. "Dove ti trovavi mentre assassinavano Kennedy", "...mentre Armstrong metteva piede sulla luna", "...mentre Badoglio firmava l'armistizio", "...mentre 2 aerei distruggevano il tuo futuro?".
Dove mi trovavo? Ero al pc, erano passate da poco le 3 del pomeriggio, ancora non esistevano i social network, i più avanzati di noi frequentavano newsgroup e chatroom. Mi chiama un amico, dicendomi di accendere la tv. Lo faccio e poco dopo arriva pure la chiamata di mia zia che mi chiede se sia tutto vero quello a cui stavamo assistendo. Purtroppo si.
Quando ti distruggono un sogno, una promessa, il più delle volte non te ne rendi conto, lo realizzi solo dopo, in questo caso, molto dopo.
Da quel maledetto giorno il mondo cambiò, si incattivì. Cominciarono a dirci che il nemico poteva essere ovunque; pieni di paranoie, abbiamo smesso di guardare al futuro con speranza, ma cominciammo ad avere paura. Dalla semplice e naturale paura di volare, alla paura di prendere un treno, un bus, di trovarci in una grande città. Paura di investire in qualcosa perché, quando hai paura dell'irrazionale allora smetti di guardare al futuro ma vivi solo il presente.
Ma il presente è solo un attimo, vola via, è futile se non lo prepari, e per prepararlo devi saper guardare al futuro. Abbiamo smesso di farlo, ed adesso, a più di 10 anni di distanza, non sappiamo più farlo. Ci sono generazioni intere che non sanno nemmeno come si fa.
Ed adesso, che la paura del diverso, del mediorientale, sembra allentarsi, ecco che ce ne vogliono preparare un'altra ancora più terribile. La guerra.
Sembra che giochino a risiko, sposto i miei carri armati di qua, le truppe di la, chiedo aiuto a Tizio, l'avversario minaccia Tizio di tagliargli l'energia, Tizio chiede un parere a Caio, che minaccia. Come se le minacce possano spaventare qualcuno che è grande e grosso come te. Sanno solo di bluff, perché conoscono il concetto di "distruzione mutua assicurata".
In questo mondo, come possono 2 persone, 2 giovani pensare al futuro?
venerdì 28 febbraio 2014
Alla ricerca della felicità
Prendo in prestito il titolo di un film, che non mi è piaciuto affatto, per fare il punto della situazione.
Sono passati 3 anni da quando è cominciata questa avventura chiamata "Cartoleria .Com".
Tre anni in cui l'unica cosa veramente importante finora è stata riuscire a tirare avanti e non chiudere.
Si, è un periodo terribile per chiunque, specie per chi vive di incertezze come un negozio in cui non sai mai
quanti clienti entreranno e quanto spenderanno.
Nel film del titolo, si sottintendeva che la felicità si trovava nei soldi e nell'affermazione sociale.
Io la felicità invece l'ho trovata nella donna che mi ha aiutato a tirare avanti per tutto questo tempo, che mi ha sostenuto ed incoraggiato, che mi è stata affianco anche quando non ne valeva veramente la pena.
E' grazie a te se non devo più cercare la felicità.
Ti amo.
Sono passati 3 anni da quando è cominciata questa avventura chiamata "Cartoleria .Com".
Tre anni in cui l'unica cosa veramente importante finora è stata riuscire a tirare avanti e non chiudere.
Si, è un periodo terribile per chiunque, specie per chi vive di incertezze come un negozio in cui non sai mai
quanti clienti entreranno e quanto spenderanno.
Nel film del titolo, si sottintendeva che la felicità si trovava nei soldi e nell'affermazione sociale.
Io la felicità invece l'ho trovata nella donna che mi ha aiutato a tirare avanti per tutto questo tempo, che mi ha sostenuto ed incoraggiato, che mi è stata affianco anche quando non ne valeva veramente la pena.
E' grazie a te se non devo più cercare la felicità.
Ti amo.
domenica 19 gennaio 2014
Sogno...
Ho fatto un sogno, vero dico, non una pippa mentale che si fa quando si è annoiati.
Il fatto che me lo ricordi è già un grande evento: io li scordo puntualmente appena mi sveglio.
Questo lo ricordo a malapena, sfuocato nella mente, ma i punti importanti ci sono sempre.
Dunque, ero qui in città e stava arrivando uno tsunami, uno di quelli grossi, da film, roba che ti sommerge la città intera. Io mi rannicchiavo e, non so come, sopravvivevo.
Black out, viabilità chiusa ecc. ecc. Non so perché decido di incamminarmi verso il luogo di lavoro del mio ex migliore amico, che però nel sogno si trovava molto lontano. Ci vado a piedi assieme alla mia ragazza.
Arrivati li, in un primo momento ci accoglie tranquillamente, poi tutto cambia e lui diventa il cugino della mia ragazza, con cui ho un discreto rapporto di amicizia. E si sta tutti assieme li in serenità.
Fine del sogno.
Interpretazioni? Ne provo a fare una: lavorativamente è in corso uno tsunami, a cui sopravvivo, ma con qualche difficoltà. La mia ragazza sta sempre al mio fianco anche nel momento più difficile, ed assieme ci incamminiamo verso un porto sicuro, che la mia mente focalizza nel mio ex migliore amico, ma che nella realtà del sogno è il cugino della mia ragazza. Ora, anche lui sta cercando di dare una svolta alla sua vita, volendo intraprendere l'attività commerciale, ma coi tempi che corrono è un rischio enorme. Forse che il sogno vuole dirmi che assieme ce la faremo? Aprire due punti vendita sostanzialmente simili, diminuendo così le spese per l'acquisto della merce?
Mah, i sogni certe volte lasciano più dubbi che risposte.
Oppure ho solo digerito male la pizza di ieri sera.
Il fatto che me lo ricordi è già un grande evento: io li scordo puntualmente appena mi sveglio.
Questo lo ricordo a malapena, sfuocato nella mente, ma i punti importanti ci sono sempre.
Dunque, ero qui in città e stava arrivando uno tsunami, uno di quelli grossi, da film, roba che ti sommerge la città intera. Io mi rannicchiavo e, non so come, sopravvivevo.
Black out, viabilità chiusa ecc. ecc. Non so perché decido di incamminarmi verso il luogo di lavoro del mio ex migliore amico, che però nel sogno si trovava molto lontano. Ci vado a piedi assieme alla mia ragazza.
Arrivati li, in un primo momento ci accoglie tranquillamente, poi tutto cambia e lui diventa il cugino della mia ragazza, con cui ho un discreto rapporto di amicizia. E si sta tutti assieme li in serenità.
Fine del sogno.
Interpretazioni? Ne provo a fare una: lavorativamente è in corso uno tsunami, a cui sopravvivo, ma con qualche difficoltà. La mia ragazza sta sempre al mio fianco anche nel momento più difficile, ed assieme ci incamminiamo verso un porto sicuro, che la mia mente focalizza nel mio ex migliore amico, ma che nella realtà del sogno è il cugino della mia ragazza. Ora, anche lui sta cercando di dare una svolta alla sua vita, volendo intraprendere l'attività commerciale, ma coi tempi che corrono è un rischio enorme. Forse che il sogno vuole dirmi che assieme ce la faremo? Aprire due punti vendita sostanzialmente simili, diminuendo così le spese per l'acquisto della merce?
Mah, i sogni certe volte lasciano più dubbi che risposte.
Oppure ho solo digerito male la pizza di ieri sera.
mercoledì 25 dicembre 2013
Buon Natale!
Buon Natale a tutti,
A chi ha tanto e chi poco, a chi vorrebbe di più e a chi si è accontentato.
Buon Natale a chi è sempre felice e a chi invece non si toglie la tristezza di dosso.
Buon Natale a chi lo ama e a chi odia il Natale perché ce l'ha col mondo intero.
Buon Natale a chi ci crede e a chi non ci crede: la Sua venuta è speranza in un mondo migliore.
Buon Natale a chi lo vive come uno stress fare i regali e a chi ha capito che è sempre bello far capire ad una persona che l'hai pensata.
Buon Natale a chi è solo e a chi ha una famiglia troppo grande da gestire.
Buon Natale ad un mondo che ha veramente bisogno di un regalo da parte di queste scimmie parlanti.
E buon Natale a te amore mio, che hai cambiato la mia vita: la tua venuta mi ha dato speranza in una vita migliore,
A chi ha tanto e chi poco, a chi vorrebbe di più e a chi si è accontentato.
Buon Natale a chi è sempre felice e a chi invece non si toglie la tristezza di dosso.
Buon Natale a chi lo ama e a chi odia il Natale perché ce l'ha col mondo intero.
Buon Natale a chi ci crede e a chi non ci crede: la Sua venuta è speranza in un mondo migliore.
Buon Natale a chi lo vive come uno stress fare i regali e a chi ha capito che è sempre bello far capire ad una persona che l'hai pensata.
Buon Natale a chi è solo e a chi ha una famiglia troppo grande da gestire.
Buon Natale ad un mondo che ha veramente bisogno di un regalo da parte di queste scimmie parlanti.
E buon Natale a te amore mio, che hai cambiato la mia vita: la tua venuta mi ha dato speranza in una vita migliore,
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