Mi è arrivata una notifica da Google+, "Forse potresti conoscere Tizio Caio".
Vado a controllare, è uno di Palma di Montechiaro titolare di un B&B.
Controllo meglio, è il B&B che qualche settimana fa mi ha chiamato al cell perché voleva un'informazione.
Io ho un cellulare Android, quindi all'attivazione ho messo il mio account Google per avere tutti i servizi connessi.
Cosa è successo? Google ha pescato tra le mie chiamate ricevute il numero di telefono di Tizio che ha pure un account Google+ e me l'ha fatto mettere in contatto.
Non mi sto lamentando del fatto che la mia privacy è stata violata, visto che so bene che quando "accetto" certe clausole è questo il rischio; voglio solo mettere in evidenza ciò che succede quando si accetta selvaggiamente il download di qualunque cosa.
Bene inteso, a livello "lavorativo" una connessione tra servizi che è portata a questo livello è sicuramente ottima!
Ma volevo mettere l'accento sul fatto che in molti, col "mi piace", col "condividi", col dare il permesso ai giochi, mettono a disposizione della comunità (e per comunità si intende tutto il pianeta connesso ad internet) una parte di noi e della nostra privacy.
Perciò, non sorprendetevi se un giorno un tale vi busserà alla porta offrendovi dei servizi fatti apposta per voi come se vi conoscesse da una vita: lui VI CONOSCE perfettamente perché avete messo una parte della vostra vita on line!
Ma finché vi bussa per offrirvi servizi di cui non avete bisogno, siete sempre liberi di non aprire quella porta; il problema sorgerà il giorno in cui quei dati vostri personali verranno usati contro di voi. State attenti perciò a cosa "vi piace", cosa "condividete" e a quale applicazione date il permesso.
Scusate se vi ho annoiato, ma penso che ci sia molto analfabetismo digitale e che sia importante per tutti che tutti sappiano queste cose.
p.s. Ancora dubbi che Google non sia Skynet? :-D
mercoledì 5 giugno 2013
lunedì 3 giugno 2013
Gli amici si vedono nel momento del bisogno. Loro.
Troppo spesso ultimamente sto avendo a che fare con queste persone.
Finché non hanno niente da fare a cena il sabato sera, casa tua va bene.
Finché hanno bisogno di una spalla a cui poggiarsi perché la ragazza li ha lasciati, la tua spalla va bene.
Quando il 1° maggio, causa maltempo, la giornata al mare va a puttane, casa tua torna utile.
Quando vuoi risparmiare per un regalo, la tua cartoleria va bene.
Quando però li inviti a cena per passare il sabato sera, prima dicono di si, poi trovano di meglio da fare e ti accollano il pacco.
Quando ti viene voglia di svagarti, chiami altri amici e te ne freghi se la spalla su cui hai pianto in quel momento non ha altri impegni.
Quando nel tuo negozio non hai il palloncino ad elio preciso a cosa hai in mente tu, allora te ne vai da un'altra parte a spendere molto di più di quanto avresti speso da me.
Ok, non sono tutti così e non sono sempre così.
Però ti fanno cadere le palle a terra.
Meglio non averne bisogno di amici. Allora.
Finché non hanno niente da fare a cena il sabato sera, casa tua va bene.
Finché hanno bisogno di una spalla a cui poggiarsi perché la ragazza li ha lasciati, la tua spalla va bene.
Quando il 1° maggio, causa maltempo, la giornata al mare va a puttane, casa tua torna utile.
Quando vuoi risparmiare per un regalo, la tua cartoleria va bene.
Quando però li inviti a cena per passare il sabato sera, prima dicono di si, poi trovano di meglio da fare e ti accollano il pacco.
Quando ti viene voglia di svagarti, chiami altri amici e te ne freghi se la spalla su cui hai pianto in quel momento non ha altri impegni.
Quando nel tuo negozio non hai il palloncino ad elio preciso a cosa hai in mente tu, allora te ne vai da un'altra parte a spendere molto di più di quanto avresti speso da me.
Ok, non sono tutti così e non sono sempre così.
Però ti fanno cadere le palle a terra.
Meglio non averne bisogno di amici. Allora.
domenica 2 giugno 2013
Duegiugno
Art. 1 della Costituzione.
L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
Una repubblica che non rispetta se stessa fin dal primo articolo della sua Costituzione, ha ancora senso di essere festeggiata?
L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
Una repubblica che non rispetta se stessa fin dal primo articolo della sua Costituzione, ha ancora senso di essere festeggiata?
domenica 12 maggio 2013
Mamme
Auguri a tutte le mamme, passate, presenti e future!
Si, future: non vedo l'ora che tu lo sia.
Sarai splendida, sarete splendidi, saremo splendidi!
Ti amo
Si, future: non vedo l'ora che tu lo sia.
Sarai splendida, sarete splendidi, saremo splendidi!
Ti amo
giovedì 9 maggio 2013
Soli aut sanguinis
Ovvero, cosa fa di me un italiano.
Io scrivo, parlo, ragiono da italiano. Ne ho assorbito la cultura, per tutti i 34 anni della mia vita, e sono protetto dalle Leggi di questo Stato.
E ne vado fiero.
Ma cosa fa di me ciò che sono?
E' il fatto che i miei genitori lo sono altrettanto, o piuttosto che sono nato e cresciuto in questo territorio e ne ho assorbito lingua, usi e costumi?
Non sono discorsi filosofici fini a se stessi, perché nella globalizzazione in cui viviamo è sempre importante tenere a mente da dove veniamo, chi siamo e soprattutto perché siamo così!
Cos'è più importante? L'Individuo, unico e con proprie peculiarità, o una Comunità, insieme di Individui ma omologati dentro concetti prestabiliti?
Il mio pensiero è che sia l'Individuo ad essere più importante, che la lingua che parla, con cui scrive e la cultura di cui si è imbevuto durante tutti gli anni della sua crescita lo abbiano fatto diventare quello che è, italiano nel nostro caso.
Poco mi importa se le tradizioni della sua famiglia, la cultura pregressa della sua Comunità, appartengano ad un'altra nazione o continente: anche io, da siciliano, ho cultura e tradizione diverse dal mio amico romano o milanese, ma da quando sono venuto al mondo ho a mia volta cominciato un percorso personale di cultura e tradizioni, in cui mescolo quelle dei miei genitori con quelle con cui vivo.
Quindi, cosa fa di me un italiano?
A mio parere il luogo in cui ho vissuto e sono cresciuto, in cui mi sono formato culturalmente, oltre che linguisticamente. E non il mero fatto che i miei genitori mi abbiano ereditato una italianità genetica.
A chi paventa un esercito di puerpere disposte a fare viaggi della speranza su dei barconi sospinti dallo scirocco pur di vedere il proprio figlio nascere da italiano: finora ho sempre parlato di "percorso culturale" e "vivere e crescere". Il bambino nato qui, a mio parere, non è automaticamente italiano (se i genitori non lo sono già) ma lo diventa dopo aver vissuto diversi anni qui (non saprei dire quanti, non faccio il sociologo e nemmeno il legislatore), in alcuni Paesi europei 18, altri meno.
Ma il punto è che questa Terra non è mia perché ci abito, ma perché faccio qualcosa per essa. E chiunque arrivi qui per starci e per migliorarla allora ha lo stesso mio diritto di chiamarsi italiano, sia egli di origine cinese, africana o mediorientale.
Io scrivo, parlo, ragiono da italiano. Ne ho assorbito la cultura, per tutti i 34 anni della mia vita, e sono protetto dalle Leggi di questo Stato.
E ne vado fiero.
Ma cosa fa di me ciò che sono?
E' il fatto che i miei genitori lo sono altrettanto, o piuttosto che sono nato e cresciuto in questo territorio e ne ho assorbito lingua, usi e costumi?
Non sono discorsi filosofici fini a se stessi, perché nella globalizzazione in cui viviamo è sempre importante tenere a mente da dove veniamo, chi siamo e soprattutto perché siamo così!
Cos'è più importante? L'Individuo, unico e con proprie peculiarità, o una Comunità, insieme di Individui ma omologati dentro concetti prestabiliti?
Il mio pensiero è che sia l'Individuo ad essere più importante, che la lingua che parla, con cui scrive e la cultura di cui si è imbevuto durante tutti gli anni della sua crescita lo abbiano fatto diventare quello che è, italiano nel nostro caso.
Poco mi importa se le tradizioni della sua famiglia, la cultura pregressa della sua Comunità, appartengano ad un'altra nazione o continente: anche io, da siciliano, ho cultura e tradizione diverse dal mio amico romano o milanese, ma da quando sono venuto al mondo ho a mia volta cominciato un percorso personale di cultura e tradizioni, in cui mescolo quelle dei miei genitori con quelle con cui vivo.
Quindi, cosa fa di me un italiano?
A mio parere il luogo in cui ho vissuto e sono cresciuto, in cui mi sono formato culturalmente, oltre che linguisticamente. E non il mero fatto che i miei genitori mi abbiano ereditato una italianità genetica.
A chi paventa un esercito di puerpere disposte a fare viaggi della speranza su dei barconi sospinti dallo scirocco pur di vedere il proprio figlio nascere da italiano: finora ho sempre parlato di "percorso culturale" e "vivere e crescere". Il bambino nato qui, a mio parere, non è automaticamente italiano (se i genitori non lo sono già) ma lo diventa dopo aver vissuto diversi anni qui (non saprei dire quanti, non faccio il sociologo e nemmeno il legislatore), in alcuni Paesi europei 18, altri meno.
Ma il punto è che questa Terra non è mia perché ci abito, ma perché faccio qualcosa per essa. E chiunque arrivi qui per starci e per migliorarla allora ha lo stesso mio diritto di chiamarsi italiano, sia egli di origine cinese, africana o mediorientale.
venerdì 19 aprile 2013
Altro che crisi di nervi...
Ok, discorso serio ora.
Prodi doveva essere il primo nome del PD, che invece con Marini si è dato in pasto al proprio elettorato e all'opinione pubblica generale smascherando la totale inconsistenza dei propri dirigenti.
Prodi doveva essere presentato ieri mattina, per poi procedere con 2 turni di schede bianche ed essere riportato questo pomeriggio, nel frattempo sondavano il terreno per l'appoggio esterno. In caso di mancato appoggio convergevano su Rodotà che faceva contenti tutti, PD, Sel, M5S e 60% del popolo italiano che non è male come percentuale.
Capitolo coerenza: Marini, per sua stessa ammissione, fece cadere Prodi nel '98. Perché un giorno proponi il diavolo ed il giorno dopo l'acqua santa? Dimostri solo che non hai una linea politica prestabilita ma stai navigando a vista.
Per 2 mesi si è chiesta responsabilità e collaborazione col M5S, ora che possono dare l'esempio cercano di forzare la mano con un nome condivisibile (non so fino a che punto) ma che crea malumori tra l'elettorato.
Prodi non è il cambiamento che annunciava Bersani e che si auguravano gli italiani, seppur più giovane degli altri nomi, sa di stantìo e "vecchia politica". Ed ha anche lui i suoi scheletri nell'armadio.
Ovviamente è anche un nome che presta il fianco a battutacce e recriminazioni (anche ovvie) da parte dell'opposizione. Si sta eleggendo il Presidente della Repubblica, invece stanno dando l'impressione di voler fare una partita a Risiko dove vince chi conquista tutte le poltrone.
Tirando le somme, Prodi è il nome perfetto per il PD: racchiude in se tutti gli errori di comunicazione di un partito che non sa più dialogare col suo elettorato, men che meno col resto d'Italia.
A sto giro non li ho votati, e non stanno facendo nulla per farmi pentire della scelta.
venerdì 5 aprile 2013
Dicono di me...
Negli anni mi hanno detto di tutto, intendo le persone che mi stavano affianco.
Bravo ragazzo, simpatico, antipatico, stronzo, insopportabile e chi più ne ha più ne metta.
Mai mi avevano detto divertente.
Mai.
Oggi mi è stato detto ed è stata una novità: non mi ero mai visto divertente, all'interno della coppia intendo.
E devo dire che non so se sono divertente, però mi diverto da morire con questa ragazza.
Sarà che sono divertente, ma penso che sia lo stare con te che mi rende libero di esserlo!
Grazie anche per questo amore mio!
Bravo ragazzo, simpatico, antipatico, stronzo, insopportabile e chi più ne ha più ne metta.
Mai mi avevano detto divertente.
Mai.
Oggi mi è stato detto ed è stata una novità: non mi ero mai visto divertente, all'interno della coppia intendo.
E devo dire che non so se sono divertente, però mi diverto da morire con questa ragazza.
Sarà che sono divertente, ma penso che sia lo stare con te che mi rende libero di esserlo!
Grazie anche per questo amore mio!
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